Resoconto dei primi 3 giorni

23/06/2009

Non è bastato il vento freddo – o l’inopinata sconfitta dell’Italia di Marcello Lippi contro il Brasile di Carlos Dunga – per raffreddare il pubblico di Aosta che domenica sera, 21 giugno, affollava lo stadio Puchoz.
La meteo, ancora una volta, ha reso difficili le cose per gli organizzatori dell’Aosta Sound Festival; dopo la pioggia di venerdì 19 e sabato 20 giugno, questa volta è stato il vento – incessante per gran parte della serata – a disturbare una bellissima serata di musica.
Ma anche il dio Eolo, verso le undici, ha deciso di smettere di “spazzare” lo stadio del Puchoz per godersi a pieno il concerto di Paul Young.
Davvero eccezionale la prestazione del 53enne di Luton, Inghilterra, che sul palcoscenico del Puchoz ha dimostrato ancora una volta una brillantezza e una capacità di intrattenere il pubblico fuori dal comune.
Spaziando tra alcuni nuovi brani e i suoi classici (in apertura Love of the common people, in chiusura Kiss), il celeberrimo re del soul britannico è riuscito a scaldare l’infreddolito pubblico del Puchoz.
Nonostante trent’anni di carriera alle spalle, quindi, Paul Young è riuscito ancora una volta a confermarsi un artista a tutto tondo. Qual’è il segreto della sua longevità? «Amare questa vita, amare viaggiare, cantare, suonare, vedere e conoscere la gente, ma soprattutto capire quanto il pubblico apprezzi ancora la mia musica, il mio lavoro. Sono questi gli espedienti – ha spiegato il cantante nato nella periferia nord di Londra pochi istanti prima del concerto, concedendosi agli organi di stampa – per continuare questo lavoro».

Paul Young ha quindi chiuso in bellezza la prima settimana dell’Aosta Sound Festival, iniziato 48 ore prima con l’esibizione di Marracash, il rapper siciliano trapiantato alla Barona di Milano.
Ma la domenica del Puchoz è iniziata ben prima dell’esibizione di Paul Young. Alle 20, davanti a un buon pubblico, si sono esibiti gli Identikids, il gruppo aostano di musica punk rock vincitore del contest per gruppi emergenti svoltosi nel corso delle prime due serate della rassegna.
Dopo gli Identikids, che hanno pure suonato una canzone con il presentatore della manifestazione – Francesco C – spazio anche per il rock “valdôtain” di Philippe Milleret.
Dalle 20,30 alle 22,30, sul maxi schermo montato in fondo al palco, spazio alla nazionale italiana di Marcello Lippi, che ha vissuto il quarto d’ora “horribilis” alla fine del primo tempo, quando Buffon ha dovuto inchinarsi per due volte a Luis Fabiano e, infine, anche al suo compagno di squadra Andrea Dossena.

Il 3-0 dei verdeoro poteva essere l’amara conclusione della serata, ma così non è stato : a far riprendere il pubblico presente allo stadio ci ha pensato Francesco Mandelli, in arte il “Nongio” di MTV, che con i suoi Orange ha intrattenuto i presenti fin verso le undici, quando ha lasciato spazio – appunto – a Paul Young.

Si è chiusa quindi in bellezza la prima settimana dell’Aosta Sound Festival, che continuerà anche nel prossimo week-end.

 

Venerdì 26 giugno – dalle 21,30 – tributo a Fabrizio De André dei Faber Noster, una delle cover band più apprezzate del poeta di Pegli.

 

Sabato 27, sempre alle 21,30, arriveranno sul palco del Puchoz i ritmi andini degli Inti Illimani.