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Aosta Sound Fest 2011-06-23T09:22:03Z http://www.aostasoundfest.com/asf/?feed=atom WordPress aostasoundfest <![CDATA[Fedez + Dj Harsh (Dogo Gang)]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=472 2011-05-23T13:00:46Z 2011-05-23T08:02:57Z Schermata 2011-05-23 a 10.02.15

FEDEZ + Dj HARSH]]>
Schermata 2011-05-23 a 10.02.15

FEDEZ + Dj HARSH

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aostasoundfest <![CDATA[Miky_B]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=31 2011-06-01T10:31:42Z 2011-05-09T11:38:11Z Schermata 2011-04-02 a 13.35.58

Miky_B from Ivrea with love fomentatore di saltellatori professionisti, si differenza dalla gente comune per il ritmo coinvolgente e le urla durante i suoi dj set. Tra getti folli di arance, castelli, colline e laghi produce le sue tracce piene di amicizia e odore di allegria. Il Sugho è il condimento che preferisce “Miky_b is [...]]]>
Schermata 2011-04-02 a 13.35.58

Miky_B from Ivrea with love
fomentatore di saltellatori professionisti, si differenza dalla gente comune per il ritmo coinvolgente e le urla durante i suoi dj set. Tra getti folli di arance, castelli, colline e laghi produce le sue tracce piene di amicizia e odore di allegria. Il Sugho è il condimento che preferisce ;)
“Miky_b is your friend”



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aostasoundfest <![CDATA[Marco Foresta FROM SUGHO]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=448 2011-06-01T10:33:17Z 2011-05-09T08:15:43Z 2 foresta

Dj, produttore e percussionista, Marco Foresta lavora dai primi anni ’90 , tra tablas, cilum e due giradischi, ascoltando colonne sonore italiane, hip hop astratto e folk psichedelico. La folgorazione Per un certo tipo di suono avviene tramite Stereo Notte, trasmissione radiofonica notturna della Rai. Col tempo porta il suo sound in club, festival e [...]]]>
2 foresta

Dj, produttore e percussionista, Marco Foresta lavora dai primi anni ’90 , tra tablas, cilum e due giradischi, ascoltando colonne sonore italiane, hip hop astratto e folk psichedelico. La folgorazione

Per un certo tipo di suono avviene tramite Stereo Notte, trasmissione radiofonica notturna della Rai. Col tempo porta il suo sound in club, festival e radioshow in Italia e all’ estero. La sua vasta fonte di ispirazione viene interpretata nelle sue produzioni, che si tratti di remix, istallazioni, colonne sonore o dj set. Attualmente è resident e art director del Sugho Club e collabora con l’ etichetta romana Roccodisco, creata da Hugo Sanchez e Rodion (Gomma Recors), sta lavorando al suo secondo disco come Brindisi Paradiso, progetto di musica elettronica-tropicale insieme al sound designer Enrico Ascoli.

Video

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aostasoundfest <![CDATA[L’Orage]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=440 2011-05-09T09:21:27Z 2011-05-09T07:40:12Z Schermata 2011-05-09 a 11.20.50

L’Orage nasce nel 2009 come compimento di un progetto iniziato nel 2006 dal cantautore Alberto Visconti e dal polistrumentista Remy Boniface. Il “Rock delle Montagne” proposto da L’Orage è una miscela che, pur affondando le proprie radici da un lato nella storia della canzone d’autore italiana e francese e dall’altro nella musica trad delle alpi [...]]]>
Schermata 2011-05-09 a 11.20.50

L’Orage nasce nel 2009 come compimento di un progetto iniziato nel 2006 dal cantautore Alberto Visconti e dal polistrumentista Remy Boniface. Il “Rock delle Montagne” proposto da L’Orage è una miscela che, pur affondando le proprie radici da un lato nella storia della canzone d’autore italiana e francese e dall’altro nella musica trad delle alpi occidentali, vuole essere prettamente Pop Rock. I punti di riferimento de L’Orage sono il rock transalpino degli ultimi decenni (Noir Désir, Luise Attaque, Mano Negra, Débout sur le zync), e la scena Trad europea. Il repertorio della band è caratterizzato dalle liriche non-ortodosse di Visconti e dalla varietà di suoni prodotta dall’estro musicale dei fratelli Boniface che in due suonano 8 strumenti. Il primo progetto discografico de L’Orage si intitola “Come una Festa” ed è composto da 12 brani che girano intorno alla figura e all’opera del poeta Francese Arthur Rimbaud, al quale è dedicato l’album. Del disco fa parte anche “Queste ferite sono verdi”, il cui testo è stato concepito espressamente per L’Orage dallo scrittore Dario Voltolini. Dalla title-track “Come una Festa” è stato tratto un video. L’Orage si caratterizza per un grande seguito di appassionati attirati dalla certezza che ogni concerto sarà “Come una Festa”.

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aostasoundfest <![CDATA[Crookers]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=13 2011-05-26T09:37:52Z 2011-04-02T09:30:02Z

Phra e Bot aka Crookers, il primo nasce e cresce ad Omegna una pittoresca città del Lago d’Orta, il secondo a Milano. Insieme formano la giovane coppia di dj italiana che da   qualche anno gira incessantemente in ogni continente conosciuto all’uomo infuocando i   dancefloor e i timpani di milioni di persone. Facciamo un [...]]]>

Phra e Bot aka Crookers, il primo nasce e cresce ad Omegna una pittoresca città del Lago

d’Orta, il secondo a Milano. Insieme formano la giovane coppia di dj italiana che da

 

qualche anno gira incessantemente in ogni continente conosciuto all’uomo infuocando i

 

dancefloor e i timpani di milioni di persone.

Facciamo un passo indietro: nel 2007 emerge dalle tenebre lacustri il primo e potentissimo mixtape firmato Crookers: un esperimento a base di rap e deep house che sfonda ogni barriera del suono e del buon senso per insidiarsi nella genialità. Questa prima prova non passa inosservata e proietta la coppia in una lunghissima serie di presenze nei migliori club underground italiani ed europei .Sin dal principio, il loro stile si caratterizza di una costellazione musicale apparentemente impossibile ma perfettamente funzionante: street style rap, house, fidget e trance.

Nel 2008 la precisa scelta di campo dei Crookers esplode in “Day ‘n’ Nite”, remix dell’allora sconosciuto Kid Cudi, hit che si piazza al secondo posto della classifica inglese (cedendo il passo a Lady Gaga) e che piazza i Crookers nell’Olimpo della dance mondiale.

Vengono chiamati a remixare per Armand Van Helden e per i Chemical Brothers, che dopo averli sentiti dichiarano, “The Italians are somenthing to look out for”.  A quelle dei due finti fratelli londinesi si aggiungeranno presto le lodi di Wil I Am dei Black Eyed Peas e di Norman Cook, al secolo Fatboy Slim.

Da qui in poi la strada è in salita: Jimmy Iovine della Interscope (su richiesta del figlio, accanito fan della coppia) li chiama a remixare gli U2, seguito da Britney Spears e Lady Gaga & Beyonce che vogliono proprio i Crookers per mettere mano a “Telephone”.

Nel 2010 finalmente l’album, “Tons of Friends”, che come recita il titolo chiama all’appello gli amici dei Crookers: Kelis, Wil I Am, Roisin Murphy, Soul Wax, Major Lazer, Igor Cavalera dei Sepultura, Rye Rye e tanti altri. I Crookers ancora una volta mixano a ogni latitudine musicale passando per house, dubstep, ragga, rap e grime melodico. “Tons of Friends” prende il rap e lo centrifuga attraverso il peculiare filtro Crookers, riuscendo a colpire sia timpani educati agli standard hip hop americani che quelli in cerca di un suono moderno ed elettronico (i.e. la traccia dubstep cantata da Kelis). Per citare la stessa Rye Rye in “Hip Hop Changed”: They say hip hop changed, but you know we still talk that language / it’s just another twist in the shit that we bring / hip hop saved my life so I framed it. I Crookers non fanno nessun compromesso e riescono a trascinare i nomi più pop del panorama musicale odierno negli abissi sonori dell’underground, superando così “l’eterna lotta tra fare musica commerciabile e fare musica che abbia un senso” (Marcus Downling – TGRI, Mishka Blogin). 20 tracce, 25 ospiti. I Crookers hanno decisamente un sacco di amici.

 

Sito Ufficiale
http://www.crookers.net/

Facebook
http://www.facebook.com/crookers


 


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aostasoundfest <![CDATA[Lou Dalfin]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=42 2011-04-06T09:47:17Z 2011-03-10T12:00:01Z

Fondati da Sergio Berardo, i Lou Dalfin nascono nel 1982 come gruppo di musica tradizionale occitana; una “line-up” acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti) e la riproposta di brani – strumentali e vocali – del repertorio popolare caratterizzano il percorso artistico di questo primo periodo, durante il quale vengono pubblicati due album, EN FRANSO [...]]]>

Fondati da Sergio Berardo, i Lou Dalfin nascono nel 1982 come gruppo di musica tradizionale occitana; una “line-up” acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti) e la riproposta di brani – strumentali e vocali – del repertorio popolare caratterizzano il percorso artistico di questo primo periodo, durante il quale vengono pubblicati due album, EN FRANSO I ERO DE GRANDO GUERO nel 1982 e L’AZE D’ALEGRE nel 1984.
Il percorso musicale del gruppo si snoda all’inizio attraverso le Vallate Occitane del Piemonte, in cui anima centinaia e centinaia di feste da ballo; la presenza e l’intervento diretto sul territorio sono stati (e lo sono tuttora) l’obiettivo prioritario del lavoro dei Lou Dalfin. All’attività nelle Valli si affianca una nutrita serie di concerti a livello nazionale ed estero (soprattutto nell’occitania francese).
Nel 1985 il gruppo si scioglie e Berardo entra nell’organico di uno dei gruppi storici del folk revival piemontese, La Ciapa Rusa, guidato da Maurizio Martinotti. Il musicista occitano proseguirà poi la sua esperienza con altri gruppi. I Lou Dalfin resuscitano nell’autunno del 1990: Berardo riunisce attorno a sé vari nuovi musicisti provenienti dalle più diverse estrazioni (folk, jazz, rock) dando vita ad una esperienza di transizione dalla formula acustica a quella attuale con molte composizioni che s’innestano sul repertorio popolare. Nuovi arrangiamenti e l’introduzione, accanto agli strumenti più tipici della tradizione (vioulo, pivo, armoni a semitoun, pinfre, arebebo, viouloun, ecc.) di basso, batteria, chitarra e tastiere caratterizzano il suono del gruppo, seguendo una precisa ed esplicita idea di proporre nuova musica occitana, rendendola fruibile ad un maggior numero di persone e soprattutto svincolandola dalle etichette folk, trad e simili a favore di quella, più consona a Berardo e soci, di “popolare”.
Nel frattempo la discografia del gruppo si arricchisce di diversi album: particolarmente significativo quello del 2004, L’OSTE DAL DIAU, che quell’anno ottiene il Premio Tenco come miglior album in dialetto.
Nel 2006 la band intraprende una lunghissima tournée che la vede sui palchi di alcuni tra i più importanti festival di musica world in Europa: La Notte della Taranta in Salento, il Tradicionarius di Barcellona, Les Nuits Atypiques di Langon e l’Estivada di Rodez.
Nell’estate 2005 è uscito in tutta Europa il DVD “Al Temps de Fèsta en Occitania” distribuito da Egea, che comprende, oltre a due ore di concerto, una serie di documentari inerenti vari aspetti della cultura occitana.
Nel 2007 esce I VIRASOLELHS, con cui il gruppo festeggia i 25 anni di attività.
Nel 2008 il Lou Dalfin collaborano con i Feel Good Productions per rivisitare in chiave dance alcuni dei loro più recenti brani. Oltre a remixare due tracce i FGP curano la produzione artistica del progetto coinvolgendo produttori di ogni parte del mondo.
A fine maggio 2008 esce così “Remescla”, EP in vinile con quattro brani, e a gennaio 2009 esce il Cd omonimo, contenente 12 brani.
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aostasoundfest <![CDATA[Enrico Capuano]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=45 2011-06-01T10:43:28Z 2011-03-05T12:13:24Z Enrico_Capuano_1

La passione di Enrico Capuano per la musica nasce sin da bambino: a casa ci sono i 33 giri di Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Black Sabbath…, tutta la musica rock degli anni Sessanta e Settanta, accanto ad un’altra serie di dischi particolari, quelli legati alla casa discografica ‘Dischi del sole’- edizioni ‘Bella ciao’ con [...]]]>
Enrico_Capuano_1

La passione di Enrico Capuano per la musica nasce sin da bambino: a casa ci sono i 33 giri di Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Black Sabbath…, tutta la musica rock degli anni Sessanta e Settanta, accanto ad un’altra serie di dischi particolari, quelli legati alla casa discografica ‘Dischi del sole’- edizioni ‘Bella ciao’ con Ivan Della Mea , Giovanna Marini, E’Zezi, che negli anni Settanta imperversano la scena musicale militante. “Diciamo che da bambino ho acquisito tutta questa musicalità e l’ho talmente assorbita che all’età di dodici anni, già facevo una trasmissione a Radio Onda Rossa una radio politica del movimento che si chiamava ‘Folk in lotta’, dove mandavo in onda la musica popolare presentando i gruppi di musica popolare e facendo i dibattiti in diretta sul significato di musica popolare. La gente pensava che fossi una donna, ‘la compagna che sta alla radio’; non si rendevano conto che era la voce di un bambino”.
L’atmosfera della contestazione è quindi acquisita da subito, anche grazie alla passione per la musica dei fratelli più grandi, dei quali uno suona nelle band rock dell’epoca ed un altro nella musica popolare. Gli anni settanta, accanto all’esplosione dell’hard rock di matrice anglo-americana, vedono una forte presenza della musica popolare: ci sono gruppi come i Tarantolari di Tricarico con Antonio Infantino, che molti anni più tardi avrà un suo ruolo importante nell’immaginario di Enrico Capuano. “Antonio Infantino è quello che poi ha cantato come ospite nel mio ultimo disco, quindi certi corsi e ricorsi storici ritornano, e probabilmente quel sogno che da bambino mi ha impegnato la mente musicalmente poi è diventato una realtà. Come con gli E’Zezi, un gruppo che poi ho prodotto, o Giovanna Marini: sono stato nel suo laboratorio a testaccio per molto tempo, e tutta una serie di cose e personaggi che più o meno erano dei miti per me”.
L’accostamento proprio alla musica popolare tradizionale nasce più tardi, dall’amore per il progress italiano della Pfm, del Banco, paralleli a Ivan della mea con il quale Capuano fonderà la Sacs, una società di artisti militanti, e Alfredo Bandelli poeta operaio rappresentante più autentico di quella cultura che dal mondo contadino diventava operaia con l’estetica del canto contadino, ma dentro temi ormai sociali, e dentro i ritmi non più tradizionali contadini, ma della fabbrica. “In questo senso anche Antonio Infantino è interessante o gli stessi E’Zezi, e questo è un aspetto che mi è sempre piaciuto e interessato: loro partivano dal mondo contadino con la tammurriata, o la taranta, che poi si mescolavano con il ritmo della fabbrica, della catena di montaggio di cui si riproducevano i ritmi e addirittura si cantavano delle frasi sui quei ritmi senza però perdere l’estetica del mondo contadino che ha tante caratteristiche, la musica è più modale con un modo di cantare spezzettato, con il fiato preso in mezzo alla parola, in un modo diametralmente opposto a quello dell’impostazione classica. Penso al modo di cantare delle donne, delle mondine ad esempio, o delle persone che lavoravano la terra che non potevano impostare la voce, cantando quindi con la tipica ‘impostazione’ nasale, un timbro proprio che ha una sua estetica e un suo temperamento”.
Dopo varie esperienze musicali in cui la musica è vissuta soprattutto a livello non tanto ‘professionale’quanto militante, dagli anni Novanta Enrico Capuano inizia ad affrontare la tematica del rock da accostare alla musica popolare italiana: “Quello che io chiamo e definisco rock italiano per me è folk-rock, non è quello cantato in italiano sui cliché anglo americani. Fare del rock italiano, secondo me, è mescolare i cliché anche anglo americani ma con la musicalità, le atmosfere, i ritmi anche della tradizione italiana popolare. Questo secondo me è il vero rock italiano”.
Tammurriatarock , il terzo album dell’artista, dopo Fai la cosa giusta , e Onda d’urto , compie definitivamente la commistione di rock e musica popolare. E’ l’album della svolta espressiva e professionale: “Ad un certo punto ho deciso di fare il salto, e di prevedere che prima o poi nella vita, dovevo fare il musicista”. E’ Paolo Dossena della Compagnia Nuove Indie, ad accorgersi del ‘fenomeno capuano’, indipendente con all’attivo copie su copie vendute per un disco autoprodotto.
“Io ho cominciato a lavorare sui pezzi ed a formare una top band, e penso oggi di esserci riuscito: penso di avere uno dei gruppi più forti presenti nella scena romana e nazionale.”. Con Tammurriatarock iniziano anche le importanti collaborazioni: da Lucio Violino Fabbri a Graziano Galatone, l’attrice Loredana Cannata, Piero Brega, E’Zezi, Marcello Colasondo, Eugenio Bennato con il quale Capuano divide il palco del Primo Maggio 2002. Siamo arrivati al Primo Maggio, forse perché c’è stato il riconoscimento di una storia. Tammurriatarock è stato un disco sofferto, un po’ troppo elettronico forse sugli arrangiamenti però, da lì, in particolare da due pezzi Tammurriatarock e Che giornata è stata data la luce a quello che oggi è Enrico Capuano e Tammurriatarock”.
L’idea della contaminazione attuata in Tammurriatrock di poter legare il rock in quanto fatto di cultura popolare alla musica popolare propriamente detta, e di farlo in maniera forte, non ovattata, non smussata ma spigolosa, provocatoria degli elementi di rock in quanto rock e di folk in quanto folk, passando da una chitarra distorta ad un momento di saltarello invece che miscelare i basilari giri di minori armonici oppure di echeggiare le sole scale arabe, qui si arricchisce di un ulteriore elemento conoscitivo: il cantautorato nel recupero del testo unendo insieme i due aspetti musicali di folk e rock. L’aspetto autoriale diventa ancora più presente ed incisivo in Lascia che sia , l’ultimo lavoro del folk singer , come il titolo del concert film sul tour del 2002.
“Lascia che sia è il disco che secondo me visualizza meglio quello che ho inseguito per tanti anni. E’ un disco dove gli elementi folk-rock sono più nitidi, e non a caso c’è per la prima volta un omaggio ad un altro pezzo, a chi in fondo mi ha sempre ispirato. Si tratta di E’festa della Premiata Forneria Marconi, che ritengo uno dei massimi gruppi italiani di questo genere”. L’album, fortemente autobiografico e dedicato alla band Tammurriatarock a riconoscimento dei tanti anni e dei tanti sacrifici trascorsi insieme, mantiene sempre il concetto della filastrocca, nei testi un po’ scioglilingua un pò slogan, recuperando il concetto di rap popolare. Se in Tammurriatarock ci sono ancora passaggi di musicisti, alla batteria soprattutto, Lascia che sia presenta meno ospiti, proprio per l’omaggio alla band da citare Fabiano Lelli alla chitarra, alla batteria Daniele Iacono , Claudio Clementi al basso, Stefano Ribeca ai fiati, Manola Colangeli e Dunia molina ai cori e l’ ultimo arrivato valerio Conti al violino ;”è la band che è sempre con me, sul palco e in studio”. Le tre tracce suonate dal vivo, vogliono riportare sul disco il particolare suono live della band, così tanto fondante il sound dei concerti. “La differenza tra lo studio e l’esperienza live con Tammurriatarock era piuttosto forte, nel senso che a volte ho fatto fatica a riportare in live tanti brani del disco, infatti non a caso molti non li ho fatti, ma non tanto perché non era possibile riproporli quanto dal punto di vista di come concepisco io lo spettacolo: un grande circo in cui il concerto è un elemento del tutto, dove è possibile il coinvolgimento di altre arti, come la danza, la fotografia, la pittura”.

Ma le sorprese non mancano esce nel 2008 Fuori dalla stanza dopo tanti primi maggi fatti a piazza SanGiovanni e un centinaio di date l anno in tutta Italia , un cd prodotto da Fermenti vivi di Franz Di Cioccio e la Blond Records un cd che contiene 4 inediti tra cui fuori dalla stanza scritto insieme a Piotta e Fabiano Lelli e Trip brano dove il rock è ancor più presente… da menzionare il tuor di Enrico Capuano fatto insieme a Luca detto O zulu dei 99 posse .. collaborazione stabile e duratura nei live e forse in un futuro disco

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aostasoundfest <![CDATA[Tiromancino]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=48 2011-06-01T10:44:35Z 2011-03-02T12:16:32Z

I Tiromancino fondati da Federico Zampaglione nascono nel 1989 e durante gli anni 90 pubblicano quattro album: Tiromancino (1992), Insisto (1994), Alone alieno(1995), Rosa spinto (1997). Dischi improntati alla commistione tra forma canzone e ricerca di sonorità non convenzionali. Nel marzo 2000 i Tiromancino debuttano su Virgin con il loro quinto album, La descrizione di un attimo, che grazie ad [...]]]>

I Tiromancino fondati da Federico Zampaglione nascono nel 1989 e durante gli anni 90 pubblicano quattro album: Tiromancino (1992), Insisto (1994), Alone alieno(1995), Rosa spinto (1997). Dischi improntati alla commistione tra forma canzone e ricerca di sonorità non convenzionali.

Nel marzo 2000 i Tiromancino debuttano su Virgin con il loro quinto album, La descrizione di un attimo, che grazie ad un inarrestabile passa-parola tra appassionati e addetti ai lavori e ad un’intensa attività live fa crescere in maniera esponenziale il seguito di pubblico e il consenso della critica. Da Strade, il singolo presentato a Sanremo 2000 e premiato con il secondo posto nella sezione “nuove proposte”, a La descrizione di un attimo, affascinante fusione di melodia, ritmo e intensità lirica, fino all’exploit di Due destini, brano poi inserito nella colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek “Le fate ignoranti”, i Tiromancino vedono concretizzarsi molti dei loro obiettivi, sia sul piano commerciale sia su quello artistico. Ottengono riconoscimenti importanti, come l’invito dei Morcheeba a suonare in apertura del loro tour in Spagna e Portogallo e conquistano premi di rilievo, tra cui quello come miglior gruppo agli Italian Music Awards; i loro video si avvalgono del contributo di ospiti d’eccezione (Valerio Mastrandrea, Paola Cortellesi e lo stesso Ozpetek) e vengono premiati per l’inventiva e la qualità.

Nell’ottobre 2002 Tiromancino (ora intorno al nucelo Federico Zampaglione, Andrea Pesce, Luigi Pulcinelli) dà vita ad un nuovo lavoro, In continuo movimento.
Nel suo sesto album il gruppo ricerca ancora la fusione tra strumentazione tradizionale acustica e sonorità elettroniche, dando maggiore risalto alle chitarre e riservando un impegno particolare alla sperimentazione, che spazia da ritmiche “electro” a sonorità più psichedeliche. In continuo movimento è preceduto dal singoloPer me è importante, che conquista il primo posto in classifica e si attesta per tutto l’inverno 2002 tra i singoli di maggiore successo, grazie anche a un video innovativo che ne sottolinea l’atmosfera intimista e la delicatezza del testo. L’album non tarda a rivelare tutta la sua ricchezza d’idee e suggestioni e raggiunge i vertici delle classifiche di vendita, fino alla certificazione del doppio disco di platino.

Dopo 2 anni di silenzio, nell’ottobre 2004 i Tiromancino pubblicano Illusioni Parallele. Le 12 canzoni di Illusioni parallele sono prodotte da Federico Zampaglione, Andrea Pesce e Luigi Pulcinelli, che si sono avvalsi della collaborazione preziosa di Lorenzo Amurri. Tiromancino entra quindi in una nuova fase, in un nuovo territorio, facendo tesoro e portando saldamente con sé tutto quanto costituisce il migliore e più riuscito bagaglio artistico acquisito negli anni.
Il concetto su cui ruota l’album sono le illusioni inserite nella realtà di tutti i giorni. I testi evidenziano un immaginario più ampio, una ricerca non solo rivolta verso l’interiorità ma pure verso l’esterno, verso quello che avviene intorno a noi.
Fra le canzoni a tal proposito più esemplificative ci sono i singoli Amore impossibileImparare dal vento, e L’autostrada.

Il 2005 segna i dieci anni del gruppo, e i Tiromancino pubblicano una raccolta 95-05che ripercorre la loro musica più rappresentativa. Nella raccolta ci sono alcuni inediti e vecchi brani risuonati e riarrangianti con la nuova formazione. Il primo singolo è Un tempo piccolo, brano registrato da Franco Califano nel 2004 per il suo album Non escludo il ritorno, qui ripreso e riarrangiato (con leggere modifiche al testo) dai Tiromancino. Il singolo viene subito apprezzato anche per il video, che vede lo stesso Federico Zampaglione sceneggiatore e regista. La pubblicazione di questi brani è stata accolta con grande favore e le vendite hanno riportato i Tiromancino ancora una volta al doppio disco di Platino.

Federico appena concluso l’album 95-05 si impegna in un nuovo progetto; concepisce infatti l’idea di un film, Nero bifamiliare, una commedia nera, ambientata ai nostri giorni, che mette a nudo problemi e difficoltà della convivenza con altre culture e, sopratutto, segnala il rischio di una paranoia montante di fronte a ciò che turba la nostra quotidianità. Dopo due anni di lavoro l’idea si concretizza, e nel 2007 diventa realtà. Naturalmente Federico non ha solo curato la sceneggiatura (insieme a Rudolph Gentile) e la regia, ma anche la soundtrack, contenuta in un CD che presenta nove brani inedite, tra cui L’alba di domani che da il titolo all’album e manda un messaggio di speranza e di apertura al nuovo.
Il film si rivela un esordio apprezzato da critica e pubblico, e ottiene moltissimi premi(vedi sotto) e un ottimo risultato al box-office, nonché importanti attestati di stima da parte di veri e propri maestri del cinema italiano e internazionale, quali Monicelli,MorettiVerdoneBavaArgentoPaull Haggis, il mitico regista e sceneggiatore di Crash. Si aprono a sorpresa a Federico le porte per una seconda attività artistica alla regia.
L’alba di domani, original sountrack del film, è il primo disco prodotto dalla Deriva Produtcion, etichetta discografica di Federico Zampaglione, che conquista il risultato di essere tra le colonne sonore italiane più vendute degli ultimi anni, grazie a singoli di successo come L’alba di domaniAngoli di cieloUn altro mare.
L’estate 2007 vede i Tiromancino impegnati sui palchi di tutta Italia in un lunghissimo tour.

A inizio 2008 esce il doppio album live Il suono dei chilometri anche questo su etichetta Deriva Production. Il disco, registrato durante il tour 2007, oltre i più grandi successi dei Tiromancino reinterpretati in chiave live, contiene due inediti, Quasi 40Il Rubacuori, quest’ultimo presentato al Festival di Sanremo 2008. Il rubacuori è un pezzo che ha suscitato molto clamore e polemiche per il contenuto del testo, incentrato sulla piaga sociale dei licenziamenti di massa. Il ricavato delle vendite on-line della canzone viene devoluto a sostegno degli operai della Thyssen.
In primavera esce il secondo singolo Quasi 40, una canzone autobiografica con un sonorità più rock. Il brano e il video, diretto da Federico, conquistano velocemente il pubblico, sottolineando la capacità comunicativa e il continuo rinnovamento e sperimentazione dei Tiromancino.

Nel 2009 Federico collabora con il gruppo The Alvarius, composto da Francesco Zampaglione e Andrea Moscianese, nella creazione della colonna sonora originale del film ‘SHADOW’ scritto e diretto dallo stesso Federico. Il film e’ stato un grandissimo successo a livello mondiale confermandosi come l’horror italiano piu’ venduto all’ estero degli ultimi 10 anni con circa 45 paesi venduti ad oggi e tanti altri in fase di acquisizione, tra cui America, Canada , Inghilterra, Irlanda, Germania, Giappone, Medio Oriente, Russia e tantissimi altri.

Nel 2010 i Tiromancino tornano con un nuovo album di inediti dal titoloL’essenziale. Il disco e’ stato registrato tra Roma e Los Angeles, prodotto da Saverio Principini e Federico Zampaglione, mixato ai mitici studi Henson con l’utilizzo di grandi muicisti statunitensi. Il suono risulta piu’ ampio e compatto e i testi, scritti a quattro mani con Domenico Zampaglione padre di Federico, sono decisamente il giusto mix tra poesia e analisi della realta’.

Video

Tiromancino: Per me è importante

Tiromancino : Due Destini

Tiromancino: La Descrizione di un Attimo

 

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aostasoundfest <![CDATA[Subsonica]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=452 2011-06-02T09:44:05Z 2011-02-10T08:20:31Z

Il gruppo si forma a Torino nell’estate del 1996 dall’incontro di Samuel (voce, già negli Amici di Roland), C-Max (chitarra, già negli Africa Unite), Boosta (tastiere e programmazioni), Ninja (batteria) e Pierfunk (basso). Nella primavera del ’97 esce per la Mescal il loro primo album, intitolato semplicemente SUBSONICA, una delle rivelazioni discografiche dell’anno grazie a [...]]]>

Il gruppo si forma a Torino nell’estate del 1996 dall’incontro di Samuel (voce, già negli Amici di Roland), C-Max (chitarra, già negli Africa Unite), Boosta (tastiere e programmazioni), Ninja (batteria) e Pierfunk (basso).
Nella primavera del ’97 esce per la Mescal il loro primo album, intitolato semplicemente SUBSONICA, una delle rivelazioni discografiche dell’anno grazie a singoli come “Preso blu”, “Istantanee” e “Radioestensioni”. Il gruppo appare anche molto in televisione grazie alla partnership con Antonella Ruggiero per il remake del brano “Per un’ora d’amore”, singolo contenuto sul disco della ex-vocalist dei Matia Bazar “Registrazioni moderne”.
Nel 1998 i Subsonica suonano più di 150 concerti in dieci mesi, prima di fermarsi per lavorare al secondo album: nel frattempo, il singolo “Preso blu” mette in mostra anche altre velleità del gruppo, allegando due brani strumentali originariamente concepiti come supporto ad un intervento di riattualizzazione di aree urbane in disuso. Il gruppo, inoltre, sbarca in Inghilterra con rilavorazioni dei loro brani, remixati con interesse anche dagli inglesi DJ Resident Filter e Terminalhead. Alla fine del ’98 la Mescal ripubblica in confezione “prezzo speciale” l’album di debutto del gruppo allegando un CD bonus di cinque brani registrati dal vivo.
Nel 1999 esce MICROCHIP EMOZIONALE, il secondo album. Nel 2000 il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con “Tutti i miei sbagli”, facendosi notare dal grande pubblico e arrivando nelle posizioni alte della classifica finale. MICROCHIP EMOZIONALE, ripubblicato con l’aggiunta del nuovo singolo, raggiunge il disco di platino, anche grazie ad un’intensa attività live.
Nel 2001 i Subsonica si dedicano a progetti collaterali (i Motel Connection di Samuel), a sporadiche apparizioni dal vivo (quelle al Tora! Tora! Festival voluto da Manuel Agnelli degli Afterhours) e alla preparazione del nuovo disco. AMOREMATICO esce nel gennaio 2002, anticipato dal singolo “Nuvole rapide”, inserito nella colonna sonora del film “Santa Maradona”.
Nel febbraio del 2003, dopo aver raccolto i frutti del successo di AMOREMATICO ed essere stati invitati al MIDEM di Cannes per rappresentare l’Italia (insieme a Carmen Consoli e Tiromancino), i Subsonica pubblicano il loro primo doppio album dal vivo (venduto al prezzo di un solo CD) intitolato CONTROLLO DEL LIVELLO DI ROMBO.
Nel 2004 trapela, con qualche polemica, la notizia del divorzio dalla Mescal: i Subsonica passano alla major EMI e ad aprile 2005 pubblicano il nuovo disco di inediti TERRESTRE. Il disco viene seguito da un’intensa attività live, da cui derivano TERRESTRE LIVE E VARIE ALTRE DISFUNZIONI, doppio CD (che esce anche in DVD), con un brani dal vivo ed altri rielaborati in versione acustica. Nel 2007 arriva il nuovo disco di inediti, L’ECLISSI, anticipato dal singolo “La glaciazione”. In contemporanea, la band annuncia un tour nei palazzetti che va subito sold-out. Terminato il tour, la band va in pausa, mentre i membri del gruppo si dedicano ad attività parallele. I Subsonica si ritrovano per alcuni concerti nel 2010 e per incidere la canzone tema dei campionati mondiali di pallavolo, che si svolgono in Italia. Il nuovo disco di inediti, EDEN, esce nel marzo 2011, subito seguito da un tour.

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aostasoundfest <![CDATA[MERQURY Band]]> http://www.aostasoundfest.com/asf/?p=63 2011-06-02T09:43:33Z 2011-02-08T14:31:37Z 2027923468_l

Il 15 Novembre 2001 al Propaganda di Milano, in occasione di un concerto spettacolare tenuto nel mese della commemorazione della scomparsa di Freddie Mercury, nasceva ufficialmente la MERQURY Band, frutto della fusione definitiva tra la “Dual Band” ed il frontman Ferdinando Altavilla. Da quella data in poi, Ferdinando Altavilla, Danny Conizzoli, Marco Ferranti e Cristian [...]]]>
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Il 15 Novembre 2001 al Propaganda di Milano, in occasione di un concerto spettacolare tenuto nel mese della commemorazione della scomparsa di Freddie Mercury, nasceva ufficialmente la MERQURY Band, frutto della fusione definitiva tra la “Dual Band” ed il frontman Ferdinando Altavilla.

Da quella data in poi, Ferdinando Altavilla, Danny Conizzoli, Marco Ferranti e Cristian Comizzoli hanno eseguito centinaia di concerti in tutto il territorio italiano, con importanti tappe anche all’estero. Grazie alla polivalenza strumentale ed all’ottimo impatto corale, la Band riesce a riprodurre con grande fedelta’ le magiche melodie ed atmosfere che accompagnavano la fantastica voce di Freddie. L’attrazione verso la musica dei Queen li ha inoltre portati a creare anche uno spettacolo teatrale che ripropone fedelmente la storia musicale e le scenografie di questa fantastica Band. In queste occasioni non mancano sul palco insieme a loro grandi amici musicisti che, con grande personalita’, aggiungono un tocco di finezza alle esibizioni.

 

FERDINANDO ALTAVILLA: Sosia Nazionale Unico, cosi’ definito dalla critica e dalla stampa: voce, peso, statura e movenze, costumi e tutto cio’ che del mitico Freddie faceva spettacolo.Comincia con il suo spettacolo privato al Fra’ Canapa di Verona, dove molti artisti sono nati e dove Roberto, promotore di tanti sosia Veronesi, e’ riuscito a creare un vero clone umano: Ferdy. Vincitore di tre Competizioni Sosia consecutive a Verona, ha partecipato a Fuego per Italia1, Musica Vera, Verissimo, ospite al Musical I’m only the Queen” a San Marino nel 1998. In sette anni ha eseguito centinaia di concerti ed ha partecipato come Ospite ad innumerevoli manifestazioni in tutta Italia. Ha eseguito concerti a Francoforte, Cannes, Budapest, Tirana, Spalato.

DANNY CONIZZOLI: Chitarrista – Cantante – Compositore, inizia militando in svariati gruppi milanesi, dagli “Upset Cross” agli “Itaka”. Partecipa alla prima edizione di “Scorribande” con i mitici “Tieni il resto” vincendola, con la conseguente incisione di un brano per l’omonimo LP. In questa occasione viene notato da Claudio Cecchetto che lo vuole affiancare a Jovanotti per la sua partecipazione al Festival di Sanremo ’89 con il brano “Vasco”. La collaborazione prosegue con passaggi televisivi in trasmissioni quali “Domenica In”, “Serata d’Onore” di Pippo Baudo, “Il Principe Azzurro” di Raffaella Carra’, “123 Jovanotti”, “Fantastico”. Parallelamente anche Jo Squillo si avvale delle sue prestazioni in diverse esibizioni nel Nord Italia. Accetta quindi la proposta di Claudio Cecchetto per un contratto di esclusiva editoriale riguardante le sue numerose composizioni musicali. Realizza a cavallo tra il 1999 ed il 2000 la colonna sonora del CD-Rom Interattivo “Star Trek The Next Generation – Guida Ufficiale Italiana” edita da Fanucci. Nel 2004 collabora con Marco Masini per la promozione del brano vincitore al Festival di Sanremo “L’Uomo Volante” con passaggi televisivi a Top Of The Pops e CD-Live.

CRISTIAN COMIZZOLI: Chitarrista – Cantante, ispirato dal rock inglese, ha militato in diverse band affinando la sua tecnica con varie esperienze Rock, Blues e Funky. Messosi in mostra partecipando a varie manifestazioni musicali quali “Emergenza Rock”, ha lavorato e contribuito al successo di Annalisa Minetti, non per questo tralasciando collaborazioni con vari turnisti ed insegnanti della nota scuola musicale milanese CPM.

MARCO FERRANTI: Musicalmente, nasce nel lontano 1973, appassionandosi subito al canto, mentre si narra sia stato dato alla luce, ben prima il 1973.

Nei medi anni 70 si lascia travolgere da ciò che ai tempi venivano volgarmente e giustificatamene chiamate pianole, ma solo nei primissimi anni 80 ( forse l’82 ) si appassiona al fracasso coordinato della batteria idolatrando drummers di fama mondiale come Carl Palmer ( Emerson Lake & Palmer ) e Jeff Porcaro ( Toto – tristemente scomparso nel 1992 ).

Senza mai tralasciare la passione per il canto e per ciò che venne finalmente definito col nome di  tastiera, prosegue la sua autodidattica carriera batteristica militando in svariate e senza gloria formazioni del milanese, avvicinandosi ai generi più variegati, passando dal hard rock, al blues, al prog-rock, annoverando così, tra i suoi miti, ulteriori drummers “innarivabili” come Neil Peart ( Rush ), Simon Phillips ( attuale Toto’s drummer ) a Dave Weckl ( ALIENO!!!!! ). Dalla metà degli anni 90 fino al primo anno del secondo millennio, dedica, però, la sua attività musicale principalmente al canto ed al tastierismo e per citare alcuni riferimenti di entrambi i settori è possibile fare i nomi di Jon Anderson ( Yes lead vocalist  ) e Tony Banks ( Genesis keyboard player ). Nel tardo 2001, comincia l’avventura Merqury e da qui la ricerca delle sfumature batteristiche e vocali del mitico Roger Taylor, da lui così definito: “batterista prendibile, ma dallo stile e dal gusto unici ed inconfondibili!!!”. Essendo riuscito ad unire passione e professione e grazie all’avvento del divino e-mule, il suo bagaglio di cultura musicale è divenuto estremamente ampio, permettendogli così di esplorare anche quei generi e quegli artisti meno conosciuti ( o totalmente ignorati ) coltivando sempre e  comunque le sue radici che affondano nel hard rock e nel prog-rock degli anni 70/80 e che si diramano nel rock e nel pop dei lontani e compianti anni 80.

 

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